Bill Gates esorta gli Stati Uniti a prendere l'iniziativa globale nella regolamentazione dell'intelligenza artificiale. Secondo il fondatore di Microsoft, affidarsi solo alle aziende che creano questi sistemi non basta: è necessario che Washington intervenga con una normativa federale per stabilire limiti e misure di sicurezza.
In un'intervista a “Meet the Press” della Nbc, Gates ha evidenziato come ci sia ormai un consenso diffuso sulla necessità di regole. «Nessuno crede che l'autoregolamentazione sia sufficiente», ha dichiarato, sostenendo quindi l'importanza di un intervento del Congresso.
Le sue preoccupazioni riguardano soprattutto il rischio che strumenti di IA sempre più avanzati possano essere usati da individui con intenzioni dannose per causare danni su larga scala. Gates ha immaginato scenari estremi, affermando che questa tecnologia potrebbe portare a eventi con un impatto devastante, fino a un miliardo di vittime.
Il problema, secondo il filantropo americano, non è solo la potenza dell'intelligenza artificiale, ma la sua combinazione con individui o piccoli gruppi con intenti ostili. Capacità che in passato erano riservate agli Stati, come attacchi informatici sofisticati o la creazione di minacce biologiche, potrebbero diventare accessibili a gruppi molto più piccoli grazie alle nuove tecnologie.
Gates ha anche espresso una visione diversa rispetto all'amministrazione di Donald Trump, che ha messo l'accento sulla competizione tecnologica tra Stati Uniti e Cina. All'inizio di settembre, Trump aveva respinto l'idea di nuovi vincoli federali per le aziende che sviluppano modelli di IA, sostenendo che mantenere il primato nel settore fosse cruciale nella competizione globale.
Gates riconosce la legittimità della questione della competitività americana, ma crede che sia possibile costruire un sistema di garanzie senza compromettere la posizione degli Stati Uniti rispetto ad altre nazioni. Secondo lui, un dialogo più approfondito sui rischi potrebbe portare a un consenso politico sulla necessità di agire.
Tuttavia, la sfida non riguarda solo Washington. Per Gates, sarà fondamentale raggiungere forme di cooperazione internazionale, anche se trovare un accordo globale sull'intelligenza artificiale potrebbe essere ancora più complesso dei negoziati della Guerra Fredda per limitare gli arsenali nucleari.
Il fondatore di Microsoft ha ricordato il ruolo degli Stati Uniti dalla fine della Seconda guerra mondiale nella creazione di accordi internazionali su questioni di sicurezza collettiva. Tra gli esempi citati, la sicurezza aerea, la protezione dello strato di ozono e il controllo delle armi nucleari.
Lo stesso approccio, secondo Gates, dovrebbe essere applicato all'intelligenza artificiale, partendo dal presupposto che i rischi legati a questa tecnologia non si fermano ai confini nazionali.
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