È stato raggiunto un accordo per il rinnovo del contratto collettivo nazionale della dirigenza sanitaria per il periodo 2025-2027. L'intesa preliminare, firmata il 7 ottobre presso l'Aran con l'approvazione di tutte le sigle sindacali, interessa circa 138mila professionisti del Servizio sanitario nazionale, tra cui medici ospedalieri, veterinari e dirigenti delle professioni sanitarie. La novità principale riguarda gli stipendi, con aumenti medi che potranno arrivare fino a 560 euro lordi al mese per tredici mensilità.
In dettaglio, l'aumento previsto dal rinnovo contrattuale è in media di 393 euro al mese, a cui si sommano 167 euro provenienti da ulteriori stanziamenti legislativi. Le nuove condizioni economiche interesseranno circa 120mila medici e 17mila dirigenti sanitari non medici, rappresentando un ulteriore intervento sul trattamento retributivo del personale del sistema sanitario pubblico.
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha espresso soddisfazione, definendo l'accordo "un ulteriore passo concreto per valorizzare chi ogni giorno si occupa della salute degli italiani". La premier ha sottolineato come, considerando anche gli effetti del precedente rinnovo contrattuale, gli aumenti mensili complessivi per il personale medico della sanità pubblica superino i mille euro. Un risultato che, secondo Meloni, conferma l'impegno del governo nell'investire sulle competenze e responsabilità dei professionisti della sanità.
Link to Maggior sicurezza e nuove regole lavorativeMaggior sicurezza e nuove regole lavorative
Il rinnovo non si limita agli aspetti retributivi. L'accordo introduce infatti modifiche all'organizzazione del lavoro e al sistema degli incarichi dirigenziali, oltre a prevedere maggiori garanzie per il personale sanitario vittima di aggressioni, un problema ancora presente nel settore.
Tra le novità ci sono anche permessi straordinari per i dirigenti con gravi patologie e una prima regolamentazione dell'uso dell'intelligenza artificiale nei rapporti di lavoro. Questo intervento apre la strada alla regolamentazione di strumenti tecnologici sempre più presenti nelle attività delle strutture sanitarie.
Per Antonio Naddeo, presidente dell'Aran, l'intesa rappresenta un passo significativo nel riconoscimento delle responsabilità della dirigenza sanitaria. Il nuovo contratto, ha spiegato, mira a migliorare non solo gli aspetti economici, ma anche le condizioni professionali, la sicurezza e la qualità del lavoro.
Naddeo ha inoltre sottolineato l'importanza del dialogo con le rappresentanze sindacali, che ha permesso di raggiungere un accordo in tempi brevi. L'obiettivo dell'Agenzia resta quello di ridurre il divario temporale tra la scadenza dei contratti e la loro effettiva applicazione, rendendo più rapido il riconoscimento degli aggiornamenti economici e normativi.
L'accordo non è ancora definitivo: dopo la firma dell'ipotesi contrattuale, dovranno essere completate le procedure di verifica e gli adempimenti previsti dalla normativa, prima della firma conclusiva e dell'entrata in vigore delle nuove disposizioni.
(Associated Medias) - Tutti i diritti sono riservati